Il Consiglio Comunale di Porcia ha recentemente bocciato una mozione presentata dal Partito Democratico riguardante l’ampliamento dei posti all’asilo nido. Questa decisione, a nostro avviso, dimostra una preoccupante mancanza di attenzione alle esigenze delle famiglie purliliesi. Ad esempio, anche quest’anno una ventina di famiglie sono rimaste escluse dall’asilo nido comunale e alcune famiglie con bambini già iscritti al nido non possono richiedere l’orario postmeridiano per mancanza di posti letto. Non è forse un’urgenza questo tema, in un comune che si dichiara “Amico della Famiglia”?
Se abbiamo investito circa 90000 EUR per far ampliare l’edificio della scuola dell’infanzia e asilo nido Melarancia, che è del Comune ma gestito da un privato, non possiamo pensare di gestire investire un uguale cifra per creare aumentare i posti all’asilo nido comunale a Sant’Antonio? oppure, spendendo di più come hanno fatto altri Comuni, per creare un secondo asilo nido a Palse?Sembra che per la giunta tutto sia ridotto a sempre e solo a campagna elettorale e a rinfacciare cose.
Ma se l’asilo nido comunale non verrà ampliato perché i posti sono considerati sufficienti, come dice l’assessora Blarasin, che senso ha spendere milioni di euro per una nuova scuola elementare che probabilmente dovrà accogliere gli stessi bambini dell’asilo nido?
Il rifiuto della nostra mozione sull’ampliamento dei servizi di asilo nido a Porcia ha evidenziato un problema più ampio: la tensione tra bilanci comunali, priorità politiche e bisogni reali della comunità. Abbiamo cercato di approfondire alcuni aspetti per migliorare la nostra azione politica e dare nuovi spunti di riflessione per chi ha a cuore Porcia.
1. Contesto Socio-Economico: Il calo delle nascite a Porcia, evidenziato nella mozione, va considerato nel più ampio contesto socio-economico. Si tratta di una fluttuazione temporanea o più probabilmente di un trend a lungo termine? Comprendere le ragioni del calo è fondamentale per sviluppare strategie efficaci a lungo termine. Porcia offre incentivi sufficienti alle famiglie per vivere e crescere i figli nella città? Noi crediamo che la garanzia di trovare posto al nido possa essere un motivo di attrazione, cosi come in generale i servizi educativi e scolastici, su cui spesso cerchiamo di fare proposte costruttive.
2. Le priorità di investimento: L’investimento di €90.000 nell’asilo nido privato Melarancia solleva interrogativi sulla strategia complessiva del comune per la fornitura di servizi di assistenza all’infanzia. Privilegiare gli investimenti in strutture private è più conveniente o vantaggioso a lungo termine rispetto all’espansione dei servizi pubblici? Creare una nuova scuola elementare da milioni di euro in una realtà in cui la denatalità è così forte è una scelta ragionevole? Un’analisi costi-benefici trasparente che confronti entrambe le opzioni sarebbe utile. Inoltre, l’investimento pianificato in una nuova scuola elementare richiede una revisione approfondita della pianificazione a lungo termine delle infrastrutture educative del comune. Tutte le opzioni per ottimizzare l’allocazione delle risorse, compresa eventualmente l’espansione delle strutture esistenti, vengono adeguatamente considerate?
3. Dimensione Politica: il fatto che la nostra proposta sia stata respinta a causa della sua origine come iniziativa dell’opposizione solleva preoccupazioni in merito alla trasparenza e alla reattività della governance locale. Sebbene le divergenze politiche siano inevitabili, le decisioni relative ai servizi pubblici dovrebbero basarsi principalmente su valutazioni oggettive dei bisogni, piuttosto che su logiche di parte. Un maggiore coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale potrebbe mitigare questo problema.
4. Sostenibilità a Lungo Termine: Concentrarsi esclusivamente sulle esigenze immediate e limitarsi al minimo di posti nido richiesti per Comune potrebbe trascurare la sostenibilità a lungo termine. Una giusta strategia per la fornitura di servizi di assistenza all’infanzia a Porcia dovrebbe considerare le proiezioni demografiche, l’evoluzione delle strutture familiari e le tendenze economiche. Questo dovrebbe informare non solo il numero di posti disponibili, ma anche il tipo di servizi di assistenza all’infanzia offerti, per soddisfare le diverse esigenze della comunità.
5. Trasparenza dei Dati e Partecipazione Pubblica: La disponibilità di dati completi sui tassi di natalità, sulle esigenze di assistenza all’infanzia e sulla crescita demografica prevista è fondamentale per una pianificazione efficace. Il comune dovrebbe rendere questi dati facilmente accessibili al pubblico e interagire attivamente con i residenti per comprendere le loro esigenze e preferenze in materia di servizi di assistenza all’infanzia. Consultazioni pubbliche e sondaggi potrebbero fornire preziose informazioni sulle priorità della comunità.